Arte e nuove prospettive economiche al Museo Ecologico di Milano

NUOVE PROSPETTIVE ECONOMICHE PER UNA RINASCITA DELLA ARTI E DEI MESTIERI • CON BILL MITCHELL

2 ottobre 2017 – Si è tenuto presso il MUMI Museo Ecologico di Milano (ex fornace) il convegno “Nuove prospettive economiche per una rinascita delle arti e dei mestieri” organizzato dall’associazione Bottega p’Artigiana e da La Fabbrica dell’Animazione nell’ambito di “Festival Italia. Per una rinascita delle arti”, manifestazione culturale promossa con il contributo di SIAE e con il patrocinio di Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano, Comune di Milano, Camera di Commercio di Milano, Rai Lombardia, AGIS Lombardia, ASIFA.

Shirin Chehayed – direttore artistico del Festival – è intervenuta premettendo che all’interno della manifestazione, dedicata al decennale della scomparsa di Osvaldo Cavandoli, è inserito un filone d’incontri dedicati all’economia con lo scopo di superare la fase di sofferenza che ha colpito in maniera notevole il settore artistico-culturale negli ultimi anni.

Antonio Saggese – Consigliere Regionale della Commissione Bilancio di Regione Lombardia – ha introdotto l’incontro spiegando le difficoltà di Regione Lombardia a finanziare le attività culturali in un contesto di riduzione dei trasferimenti alle regioni da parte delle istituzioni a livello nazionale e illustrando i programmi di finanziamento in essere in Lombardia a favore delle arti e della cultura.

Grazie alla conduzione di Michele Petrocelli – addetto stampa dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – i rappresentanti convenuti delle istituzioni, del mondo dell’associazionismo e dell’accademia si sono confrontati su esempi concreti di partnership tra pubblico e privato a sostegno di attività culturali e su quali siano le modalità che il settore pubblico dispone al fine di promuovere e sostenere le arti e la cultura.

Andrea Di Stefano – presidente del consorzio Cascina Cuccagna e direttore del mensile Valori – ha parlato del problema della gestione delle esternalità negative, sia in qualità di motore dei processi di trasformazione economica che di miglioramento della qualità della vita grazie alla transizione verso nuovi paradigmi economici, e ha descritto l’esperienza di Cascina Cuccagna. Questo bene comune della Città di Milano (soggetto ai vincoli delle Belle Arti) è stato sottoposto a un restauro conservativo interamente sponsorizzato da privati ed è diventato un centro di eccellenza e sperimentazione di economia della condivisione, in cui si svolgono varie attività culturali a beneficio della cittadinanza, con lo scopo di fungere da legame tra il mondo della moda, del design e delle arti del XXI secolo e la vocazione agricola legata anche allo sviluppo agro-alimentare.

Carmine Pacente – Consigliere Comunale del Comune di Milano ed esperto di programmazione economica – ha trattato il tema dei fondi europei come possibile fonte di finanziamenti aggiuntivi nel confronti del settore delle arti e della cultura. Le due questioni fondamentali riguardo ai fondi europei sono da un lato la loro esiguità (nel senso che le risorse finanziarie così stanziate sono insufficienti rispetto alle esigenze locali) e dall’altro la capacità d’incidenza che gli enti territoriali e le associazioni di categoria hanno nel condizionare la programmazione finanziaria dei fondi stanziati a livello di Unione Europea, tenendo anche conto che nel medio termine le prospettive sono non di un aumento di tali fondi bensì di una riduzione per via dell’uscita di uno dei contribuenti netti al bilancio dell’UE ossia il Regno Unito (la cosiddetta “brexit”).

Bill Mitchell – professore di economia presso l’Università di Newcastle (Australia) e fondatore del Centro per il pieno impiego e l’equità – sottolinea come le politiche di austerità siano una scelta politica conseguente all’ingresso dell’Italia nella zona euro e che solo un settore pubblico in grado di emettere strumenti valutari propri può essere in grado di finanziare il settore artistico-culturale in maniera adeguata, ossia rispettando vincoli esclusivamente inerenti alla disponibilità di risorse reali e senza invece vincoli di tipo finanziario, e propone l’istituzione di un Programma di Lavoro Garantito espressamente ideato per assorbire tutti il personale disponibile nel settore artistico-culturale al fine di massimizzare gli enormi benefici che le arti e la cultura sono in grado di dare a vantaggio del miglioramento della società nell’interesse pubblico.

Thomas Fazi – saggista e coautore del volume “Riconquistare lo Stato. Una visione progressista della sovranità per un mondo post-neoliberale” insieme a Bill Mitchell – ha esposto la necessità che la politica rimetta al centro del proprio agire lo Stato in qualità di strumento promotore di progresso sociale e prosperità, e ha affermato che l’impulso da cui è scaturita l’idea di scrivere un libro insieme a Mitchell si è originato da tale esigenza.

 

Copertina dell’edizioni in lingua inglese del libro “Riconquistare lo Stato. Una visione progressista per un mondo post-neoliberale”, scritto da Bill Mitchell insieme a Thomas Fazi.