L’AMICA GENIALE

Elena Ferrante, perché vale la pena leggerla

Entra nella lista dei migliori libri del 2015 stilata dal New York Times l’ultimo volume del ciclo L’amica geniale scritto da Elena Ferrante, pseudonimo di una scrittrice che per sua scelta non ha voluto comunicare la sua reale identità al grande pubblico. Perché avventurarsi in una lettura che consta di ben quattro volumi e all’apparenza potrebbe sembrare interminabile? Qui le nostre ragioni.

Primo: Elena Ferrante scrive da Dio. Non abbastanza bene da farti pensare di andare avanti comunque ma così bene che compri compulsivamente il volume successivo pochi secondi dopo averne finito uno. Così ti ritrovi col dubbio di iniziare un nuovo capitolo della vita delle due protagoniste quando è già l’una di notte e finisce che cedi e il sonno va a farsi benedire. In questi casi, avere un ebook e poter comprare libri online con pochi click ha indubbiamente i suoi vantaggi.

Secondo: l’ambientazione. Napoli, anni ’50: Lila e Lenù nascono nello stesso mese e anno e cominciano a fare i conti sin da bambine con la miseria del quartiere in cui vivono. Gli atti di violenza e prevaricazione sono all’ordine del giorno, eppure entrambe sono dotate di un’arma per sopravvivere: l’intelligenza. Elena (Lenù o Lenuccia) diventerà una scrittrice di successo, Raffaella (Lila o Lina) passerà di attività in attività mostrando uno spirito creativo e imprenditoriale senza eguali.

Terzo: il narratore. Elena parla in prima persona svelandoci pensieri, passioni e meschinità che da personali diventano universali. Leggendo, entriamo nella sua testa, viviamo la sua quotidianità attraverso il quartiere miserabile in cui cresce, da cui scappa e a cui ritorna. Ne sentiamo gli odori passando dalla salumeria di Antonio al negozio di scarpe dei Solara fino alla pompa di benzina sullo stradone, e quel sangue vivo dei morti ammazzati finisce per imprimersi nella nostra mente, proprio come succede a Lila.

Quarto: il soggetto. Protagonista assoluto dell’intera saga è il rapporto di amicizia tra Lenù e Lila; la loro intimità. Lenù ha una fissazione per Lila: la stima e l’ammira ma prova anche invidia dei suoi successi; adora starle vicino ma finisce per fuggire da lei; la ama sinceramente ma arriva quasi ad odiarla. I libri raccontano la loro vita attraverso gli avvenimenti di quattro grandi fasi: infanzia (L’amica geniale), adolescenza (Storia del nuovo cognome), maturità (Storia di chi fugge e di chi resta) e vecchiaia (Storia della bambina perduta).

Quinto: lo sfondo. La storia che irrompe: la povertà degli anni della ricostruzione, il movimento studentesco del ‘68 e i suoi dibattiti politici, i fascisti (veri e presunti), le contrapposizioni ideologiche tra destra e sinistra italiane, tra comunisti e socialisti (veri e presunti anch’essi), i terroristi e i camorristi (veri entrambi), fino a tangentopoli e allo svanire delle ideologie politiche negli anni ’90. Il tutto, descritto da un punto di vista femminile, perché nel frattempo Lina e Lenù diventano mogli e madri ma non smettono mai di confrontarsi con la realtà sociale di cui sono parte.

Alla fine anche noi, insieme alla Elena personaggio e alla Elena scrittrice, ci chiediamo chi siano davvero i buoni e chi i cattivi. Perché quando si cerca di leggere tra le pieghe dell’animo umano, i contorni sfumano e la psicologia delle relazioni sfugge alle definizioni.

 

ZiaCin

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