Non so se mi spiego

Foto di Luigi Ghirri

Foto di Luigi Ghirri

Nel senso che sono piegato in due come chi è affetto da crampi allo stomaco dolorosi per aver ingerito un tossico.
Riuscirò a spiegarmi?
Nel frattempo considero l’ipotesi per metà epicurea e per altra metà quella tradizionale di Pasteur: la vaccinazione, scoperta però – si dice – durante la guerra del Peloponneso in seguito ad un epidemia di peste… (Ahhh, questi Greci…!).
Quella epicurea è naturalmente interiore, un quadrifarmaco che guarisce liberando l’essere dalle sue quattro paure fondamentali: Paura degli dei (ovvero delle personalità inarrivabili, invincibili e intoccabili), paura della morte (morte sociale, fisica, politica, etica e culturale), paura del dolore (prendetemi tutto ma non toccatemi il portafoglio…) e qui casca l’asino… al solo pensiero delle lacrime sgorgate dalle gote sensibili della Fornero…  e paura della mancanza del piacere (invece di: “che farò senza Euridice” dovrà cantarsi: “che farò senza Edonismo…”). Certo ci vuole uno sforzo notevole da parte del paziente, ma spesso funziona se riesce a prendere coraggio di svegliarsi dal torpore che lo attanaglia ormai da ancor prima che nasca.

Il secondo metodo è quello inventato per caso tra il 431 e il 404 a.C.e ripreso poi dal “buon Pasteur” e consiste nel prendere il male, tagliargli le palle e infilarlo nuovamente nella sede infetta.
E’ così che magicamente diviene il suo più acerrimo nemico e si combatte da solo sotto mentite spoglie come un novello Patroclo … Un cavallo di troia, insomma. Ecco dunque che si fa un gran parlare (ancora e sempre di quel maledetto nano satiro d’Arcore) che non vuol cedere. C’è chi comincia a fare marcia indietro nei suoi riguardi, persino chi prima lo additava come il male del secolo!
Molti si arrabbiano perché non è giusto che un simile individuo riesca ancora a far parlare di sé e a imporre – nonostante i danni e le efferatezze compiute fino a ieri mattina – la sua odiosa presenza.

Ma i fatti, a mio avviso, stanno in modo trasversale e da qui nascono i dolori di pancia.
E’ ormai chiaro che il nano fu una pedina nelle mani di quelle persone come Letta, Fornero, Monti e persino dello strano presidente che ci siamo ritrovati nonostante tutto. Un presidente accondiscendente con Berlusconi prima, poi accondiscendente con Monti ed ora con Letta, strano, non vi pare? Uno che si tiene alla larga da tutto e da tutti con la scusa di essere imparziale ma poi appoggia chiunque stia al comando desta un minimo di sospetto, almeno in me. Soprattutto se al comando ci va chi non viene eletto democraticamente da un popolo che vuole fare il suo dovere ed esercitare la sua sovranità costituzionale.

Il nano dunque sembra che sia salito all’onore della politica per merito degli attuali tiranni che con ogni probabilità avevano compreso che un pagliaccio sbruffone, messo lì per vent’anni, avrebbe distolto l’attenzione degli italiani dalle loro manovre di conquista del paese. Lo sbruffone si è lasciato ingannare credendo di ingannare. Certo ne ha fatte di tutti i colori e c’è da vergognarsene, ma poi… qualcosa non è andata come doveva. Il Monti-Letta non si è accorto di una piccola falla nella strategia di conquista e cioè che al nano non importa soltanto di perdere o guadagnare denaro e basta perché in fondo spesso qualcosa di buono (molto poco in verità…) l’ha pur detta. Non l’ha certo detta perché è un puro, sia chiaro, ma soltanto perché il truffatore è l’unico a conoscere bene l’arte della truffa e perciò l’unico a poterla denunciare con cognizione di causa!
Berlusconi detto Berly, che tanto risuona con Berlyno, ha scoperto l’inganno e la fraudolenza non soltanto ai suoi danni, ma anche ai danni di un intero paese. La verità è che lui voleva diventare Re d’Italia e gli hanno sottratto questa opportunità svendendo l’Italia ad altri sovrani ben più furbi di lui e anche molto più spietati.
Ma lui non ci sta. E continua a ricattare a destra e a manca nel tentativo di far cadere questo maledetto governo truffa che ci siamo ritrovati.

Si, lo ripeto, governo truffa. Un gruppetto di furbastri che alle dieci di mattina ci dicono che domani riprenderà l’economia e alle sei del pomeriggio ci dicono che dovremo aspettare ancora un po’… e intanto la disoccupazione supera miseramente il tetto del 38% (dati non ufficiali ma sussurrati tra i denti nei corridoi di palazzo…). La banda bassotti però tiene e si compatta tenacemente cercando un alter ego di Berlusconi che piaccia agli italiani: ed ecco! Voilà!
Finalmente tirano fuori il cappello dal culo del coniglio!

Giunge il nuovo Enea del III millennio: il giovin Toscano (ma va? ancora Toscani?) Renzi, pulito e profumato di nuovo, dinamico, Ipaddato, Iphonato, con l’aria di bravo bambino che aspira alla guida di un partito che a noi oggi appare davvero… “partito”, ma proprio…. “andato”!  Come fa un partito ad essere composto da più partiti? Ancora non riesco a dare una risposta sensata se non quella del bieco utilitarismo….
Ora puntano tutto sul cavallino toscano sperando che nel frattempo non cada il governo in modo da mettere un po’ d’ordine nelle faccende private. Ma Il satyro d’Arcore continua la sua battaglia. Eh si, perché in fondo lui sarebbe disposto a recedere (a sorpresa, ovviamente… con un colpo di scena  a sorpresa)  persino a staccandosi dall’euro. Ah quanto gli farebbe comodo! Sarebbe il solo a triplicare i suoi averi se tornassimo alla moneta sovrana! e abbatterebbe i terribili privati a cui NapolitanoMontiLetta stanno svendendo il paese! Anche perché probabilmente ci sarebbe lui dietro la porta a comprare di tutto di più.
La moneta sovrana farebbe di certo ripartire l’economia italiana a tutto gas, questo è indubbio! Ma dovremmo fare i conti con quelli che poi vorrebbero farci pagare a caro prezzo quest’affronto. Bulgaria e Polonia, la Svezia ed altri hanno dato il benservito alla moneta unica. E hanno fatto bene! Non saranno certo economie di prim’ordine, è vero, ma almeno non muoiono più di fame e provvedono con successo ai loro fabbisogni sociali… vivono in pace insomma, senza grandi sacrifici e soprattutto senza sentire quell’acuto dolore al retto quando ti distrai un attimo e ti abbassi per raccogliere un decimo…
Ecco dunque Epicuro potrebbe suggerire che la paura di Berly si può vincere con un sano Pharmakon, quello che è medicina e veleno al tempo stesso… e magari sul solco del Buon Pasteur gli si potrebbero staccare le palle e reinserirlo nell’organismo a scopo di vaccino. Quel che interessa a noi oggi è spiegarci e spiegarci bene! Tornare dritti, pancia in dentro e petto in fuori scacciando tutti, ma proprio tutti da quel luogo infernale che è il parlamento italiano. Si, perché la cura sarebbe una pillola di Skandinaviacina o anche una cura di Ungaromicina… Saldare i conti e uscire da questo maledetto complotto europeista liberista per imparare a non aver più paura ne del dolore, ne degli dei e neppure della morte.

Roberto Caravella

Fonte: Il Triclinio