L’Italia, piccolo continente

bel-paese-galbani_1Il titolo non sembri una boutade, una provocazione, un’esagerazione.

È una profonda e radicata convinzione, perché dettata da fatti oggettivi, che proverò a spiegare.
Tutto ciò che in Natura appare, con la sua infinita gamma di paesaggi di arie, d’acque, di fuochi e di terre, che connota in modo diversificato ogni continente del mondo, in Italia esiste, pur in una sua versione molto ridotta.

Siamo un crocevia sospeso di terre circondate dall’acqua, un punto tra il nord che guarda all’Europa del nord ed un sud che guarda all’Africa.
Siamo uno stivale che cammina, col tallone alzato.

Da svariati millenni poi veniamo attraversati in lungo ed in largo, da nord a sud e da ovest ad est, come viceversa, da ogni sorta di popolo del mondo.

Questi continui attraversamenti hanno seminato cultura nel senso più ampio, profondo ed affascinante, creando linguaggi, storie, arti, architetture, giardini, dialetti, cucine, personaggi, paesaggi, leggende, fiabe, favole, usanze, tradizioni, conoscenze e quant’altro ancora.

Ogni cittadino che vive in Italia dovrebbe avvertire il senso di una sfaccettata medaglia diamantifera che il Destino gli ha riservato: da una parte la Responsabilità, dall’altra la Bellezza.
La responsabilità risiede nel preservare, custodire e tramandare ai suoi figli ed ai figli dei figli, come al mondo intero, questa infinita e ricca bellezza che va oltre la dimensione di Tempo e di Spazio, un immenso patrimonio che si cela dietro ogni suo angolo più remoto come dietro casa.

Invece Egli abbocca alla corbelleria mascherata gridata dal politico di turno, come dal vicino di casa che inneggia contro questo o contro quello, salvo poi lamentarsi inutilmente a cose fatte.
Così si svilisce giorno dopo giorno, anno dopo anno, in una discesa che sembra non aver mai fine verso il fondo, verso il basso, dimostrandosi sempre più indifferente e brutto.
La contrapposizione ‘guelfi-ghibellini’ ancora impera, a distanza di secoli, prendendo altri termini, parole, nomi.

Qualcuno si ricorda ancora che la nostra Italia era definita il Giardino d’Europa?
Cosa ne è rimasto dopo le incessanti cementificazioni degli ultimi decenni?
E qualcuno si ricorda che poco dopo l’indipendenza d’Italia, proclamata nel 1861, nel 1871 una strana figura di abate-geologo-paleontologo-patriota, Antonio Stoppani, scrisse in forma di dialogo tra lui e gli studenti un trattato sulle bellezze geologiche italiane?
Fu un best-seller per i tempi, il primo della nascente Italia, tanto che agl’inizi del ‘900 Egidio Galbani decise di omaggiare lui e il suo libro creando il famoso formaggio Belpaese.
Non c’è una morale per i tempi attuali in questa storia?

Invece la società italiana s’avvita in discorsi e in confronti che sembrano trasferiti direttamente dalla televisione nella vita d’ogni giorno di tutti.
Pochi sospettano l’idea dell’Italia come un piccolo continente, perché non si vuole e non si riesce a trasmettere il principio della sua Bellezza legata alla memoria di Tempo e Spazio.
Se accadesse, ritorneremmo ad essere una nazione guida dell’Europa, perché il turismo culturale è in grande crescita ed espansione, ma soprattutto ritroveremmo l’ orgoglio di essere italiani.
Invece la bellezza che viene promossa resta ad un livello di sguardo frammentato, consumista, televisivo, superficiale, senza approfondimenti, come quella promossa con le navi da crociera o i grattacieli d’ alberghi in riva al mare.

Quella che sta vivendo l’Italia è soprattutto una crisi culturale, un’assenza, un vuoto d’idee senza precedenti e l’aspetto economico è una conseguenza.
Quindi, allo stato attuale, non vive le condizioni necessarie per poter capire che ha in sé l’asse portante, cardinale attorno al quale potrebbe far girare la rinascita economica dello stato.
Chi si occupa di cultura, di arte, di ambiente o simili, per volontariato o per professione, non incide più di tanto sulla situazione generale, limitandosi a svolgere il suo onesto compito.
Solo dalla piena, articolata e profonda consapevolezza di cittadini, associazioni e istituzioni di ciò che è stata ed è l’Italia potrà venire l’inversione di rotta per far risplendere il Giardino d’Europa.

Gianluca Bonazzi