Bottega Partigiana: da una civiltà in crisi al cambio di paradigma

M3_Steampunk_scene_conceptLavorare come schiavi sembra essere diventato un privilegio. Aspirare a svolgere un lavoro gratificante sembra essere un’utopia. Adottando i principi capital-liberisti e accettando gli ordini impartiti dai vertici europei, la politica italiana ha tradito il proprio popolo asservendosi a logiche di natura “classista” che stanno devastando la società e annientando il concetto di democrazia.

La crisi socio-economica è in caduta libera, e politici e intellettuali, hanno svenduto al mercato ogni diritto e ideale di equità e giustizia e continuano a negare l’evidenza dei fatti e giustificare scelte scellerate che giocano con la vita delle persone. La sopportazione di quel che resta dello spirito civile ha oltrepassato il limite dell’accettazione.

I problemi sociali da risolvere sono molteplici, e l’unica possibilità che abbiamo per rispondere con modalità efficaci comporta l’organizzare una Resistenza dove ogni realtà attiva si occupi di incidere sulla situazione attuale cooperando e coordinandosi con le altre realtà sia a livello locale che nazionale.
Per poter svolgere un lavoro politico efficace è necessario far fronte al senso di smarrimento e disperazione collettiva affinché si possa reagire prontamente alla catastrofe politica e umanitaria che è in atto. Occorre creare una nuova Cultura Politica che, mobilitando la massa critica già attiva, possa lanciare un appello di coscienza civica a ciò che ancora rimane della cosiddetta società civile. Per far fronte alla tragicità della situazione è fondamentale comprendere i meccanismi che regolano la società e acquisire gli strumenti tecnici per avviare una Rivoluzione politico-culturale fondamentale per ottenere un cambiamento concreto dei paradigmi che hanno messo in ginocchio i popoli europei.

Bottega Partigiana nasce per far fronte alle necessità di unione, formazione e analisi necessarie per rispondere con efficacia alla situazione attuale. L’obiettivo ultimo, oltre a stimolare un processo di cooperazione per strutturare una rete, è quello di concordare e pianificare un’azione di battaglia politica condivisa da tutti coloro che desiderano impegnarsi perché non sono più disposti ad accettare le logiche politiche, economiche e sociali che ci vengono imposte e che ci stanno togliendo dignità e diritti.

Con Bottega Partigiana vogliamo contribuire all’organizzazione di quelle che sono le forze già attive e con coloro che vogliano attivarsi, affinché ci si possa suddividere il lavoro di un’azione collettiva per opporsi a questo sistema, e si possano convogliare le energie in un’azione comune finalizzata alla creazione di campagne politico-culturali che possano riattivare le forze dormienti del nostro popolo e creare la vera opposizione all’attuale sistema dominante.

Per evitare la catastrofe umanitaria, i cui segnali sono evidenti a tutti coloro che conservano ancora una coscienza, nei prossimi tempi, sarà necessario muoversi attivando la rete dei contatti locali, in modo da sviluppare iniziative comuni volte a ottimizzare le energie per creare basi territoriali necessarie ad avviare una mobilitazione che si fondi sia su una reale comprensione delle problematiche per progettare un’azione di natura politica condivisa dalla società civile, e sia sulla cooperazione sul territorio per far fronte alle esigenze e ai problemi concreti di sopravvivenza dei ceti sociali maggiormente colpiti dalla crisi.

Ci siamo ispirati alla cultura partigiana perché siamo stati invasi da logiche che non ci appartengono, e come i partigiani ci sentiamo in dovere di reagire per difendere quel che resta della civiltà. Occorre agire a livello locale, ma occorre anche coordinarsi a livello nazionale come fronte unico di opposizione sociale.

Per contribuire alla costruzione di un nuovo sistema politico-culturale fondato su nuovi paradigmi che mettano al centro delle decisioni politiche la volontà e le esigenze dei cittadini, riteniamo necessario avviare un processo di mediazione tra le realtà che in questi anni hanno lavorato in senso politico e culturale, con competenza tecnica e onestà intellettuale.

In base alle forze attive che desidereranno unirsi in una cooperazione a livello locale, valutando le reali esigenze, si decideranno assieme iniziative che diano forza al lavoro di coordinamento nazionale. Auspichiamo alla creazione di “Botteghe Territoriali”, dove le forze attive a livello locale, conservando le proprie identità e strutture, si coordinano per suddividersi il lavoro organizzandosi per avviare e incentivare iniziative di formazione politica, economica e culturale.
Come punto di partenza abbiamo elaborato un manifesto condivisibile negli intenti da quelle persone che potrebbero riconoscersi in quelli che furono gli ideali di giustizia sociale della sinistra del socialismo e del comunismo..
E’ evidente che la situazione socio-economica sta peggiorando di giorno in giorno, e diversi economisti, concordano sul fatto che, se non si interviene con misure mirate, l’impoverimento dei popoli dei paesi che hanno aderito all’eurozona è destinato a un’impennata che comporterà un terremoto sociale.

Siamo contro questa Europa non per partito preso, ma perché riteniamo che dati i tempi dettati dall’emergenza umanitaria, non ci siano i presupposti, i tempi e la volontà per riuscire a compiere le adeguate negoziazioni politico-economiche necessarie per rispondere velocemente e con concretezza alla catastrofe umanitaria che si è abbattuta sui ceti più deboli e che sta risucchiando le ultime risorse di quello che un tempo era il ceto medio, ormai ridotto in povertà. Riteniamo che chi ha costruito l’attuale Unione Monetaria europea, che non ha nulla a che vedere con l’agognata Europa dei Popoli, ha fatto dell’Europa una gabbia, in cui i popoli europei sono diventati gli schiavi di un sistema economico dominato dal “nuovo nazismo”: quello dello spread e dell’alienazione capitalistica.
Per riuscire ad avviare una mobilitazione concreta e incisiva abbiamo bisogno di lavorare innanzitutto sulla comunicazione e sull’informazione, in quanto riteniamo che necessario cominciare il processo di cambiamento contrastando il lavoro manipolatorio svolto dai media main-stream che, trattando i problemi politico-economici in superficie e distogliendo l’attenzione dell’opinione pubblica dalle reali cause economico-politiche della crisi, operano una distrazione di massa che favorisce l’assopimento della coscienza civica collettiva.

Per trovare le soluzioni più adeguate per risolvere gli attuali problemi economico-sociali e avviare una pianificazione di azione politico-mediatica è quindi necessario recuperare il senso di responsabilità e convogliare le forze attive in un’azione di sollevazione politica e culturale che avvicini a noi le migliori personalità politiche e culturali con le quali potremo, in modo partecipativo comprendere e valutare meglio le cause e, soprattutto le soluzioni all’attuale crisi economica e politica.
In prima battuta desideriamo avviare un lavoro comune da svolgersi all’interno di quella che abbiamo denominato Officina Cultura, ovvero uno spazio virtuale e reale progettato per mettere a confronto con modalità costruttive le diverse prospettive, in modo da comprendere e valutare assieme quali sono le battaglie e i passaggi necessari in questo momento storico.
La prima manifestazione politico-culturale finalizzata ad aggregarci e formarci è incentrata sul tema L’economia siamo noi perché riteniamo che solo con il ragionamento e il confronto costruttivo si possa agire trovando soluzioni e proposte condivise ed efficaci.

Parte del percorso politico-formativo di confronto e condivisione si svolgerà sul nostro sito web con interventi e interviste che prevedono l’interazione attiva dei cittadini e dei gruppi che aderiscono all’iniziativa sottoscrivendo il nostro manifesto. Questo primo percorso comune si concluderà nei primi mesi del 2014 con una manifestazione di 2-3 giorni in cui verranno tirate le fila del lavoro svolto assieme e si deciderà la strada da intraprendere assieme alle realtà che decideranno di aderire all’iniziativa.
Non possiamo sapere dove e a cosa ci porterà questa iniziativa, ma sentiamo che questa è la strada giusta da intraprendere per raggiungere quelli che sono i nostri obiettivi più alti.
Ci auguriamo che saranno numerose le realtà che decideranno di aderire all’iniziativa comune con responsabilità e spirito costruttivo.