Il tema che si vuole e quello che si sceglie
in avanzate tesi personali dall’oggetto preferibilmente incastrabile
sulla patina di un certo saper parlare salottiero
sui fattori contingenti del vero
dove s’ama poggiar il culo
e in questa giustizia nobile come l’aurora
sempre pronta a uscire fuori per illuminare il mondo
che il suo cerchio è tondo
tondo perfetto
come quello di giotto-
Poi
ci sono gli ambasciatori
di ogni vile sapienza
quelli che conoscono come portan pena
quelli che sanno come e chi
e in che cosa un uomo, una donna
spera
che ogni sera sanno far di conto
sul listino del mondo
e ogni giorno sanno star sullo sfondo
pronti a venir fuori
in prima linea
se per caso ti serve un aspirina
per ogni mal di visione che
non trova medicina
di sociale opinione
che non riesce a staccarsi
dal collo
la catena-
–
Questo perfetto nessuno
che nessuno vuole simpaticamente attorno
e che mi aleggia dentro
impertinente, galleggiando
come uno stronzo
persuasivo
pervertitore di cose storte
di angoli ribelli
tutti da raddrizzare
con divertimento
senza danno alcuno
d’effetti collaterali
senza nomi
o con moltissimi segni
simbolicamente
senza un linguaggio preciso
senza una legge regolamentale
tutto naturale tutto cordialmente
dato in comunione
aggressivamente
in accezione latina
ma
nessuna politicante espressione
tipo-dare&avere
tipo ultimo modello
ultramoderno
da provare assolutamente
post- e al di là
del relativo normale
per conciliare
reali eterni-
nelle mie probabili
cose incerte che sono
e di cui sono colmo
che sono certe
nell’ovvio più svuotante
o nel banale avvilente
che non si toglie da torno-
–
Così cerco
m’aggrappo
sulla
pietra angolare
solitamente distrutta dalle immagini scelte
di questi ennesimi
nuovi costruttori-
i quali “distruggerò”
solo con un cenno di luminosa
passione
dentro e fuori
nel fuoco spaziale
che inizia sempre oscuro
in questo perfetto
simpatico
big-bang personale
nessuno.
Giuseppe Verdichizzi