GIORGIO CREMASCHI: IL SINDACATO DEL FUTURO

Giorgio Cremaschi è un sindacalista che dal 2010 al 2012 è stato presidente del Comitato Centrale della Fiom, l’organizzazione dei metalmeccanici della Cgil. Dopo le prime esperienze nel sindacato della scuola del capoluogo emiliano, arrivò a Brescia nel 1974 per un incarico all’interno del progetto delle «150 ore», realizzato dall’allora sigla unitaria dei metalmeccanici, la Flm, per la formazione e il conseguimento d’un titolo di studio da parte degli operai bresciani.

Gli anni Ottanta lo hanno visto protagonista degli scontri sindacali in numerose aziende della provincia; confronti accesi e scontri durissimi legati non solo all’organizzazione del lavoro e al salario, ma pure al ruolo del sindacato in azienda. Dopo la lunga parentesi alla Fiom di Brescia (di cui è stato anche segretario generale dal 1981 al 1988) ha iniziato l’esperienza dei vertici nazionali di categoria, quindi quella non meno intensa della Fiom torinese e poi nuovamente a Roma da segretario nazionale dei metalmeccanici della Cgil. In questo periodo aderisce, come semplice iscritto, a Rifondazione Comunista. Dal 2005 è leader dell’area programmatica interna alla Cgil denominata “Rete 28 aprile” . Dal 2010 fino all’estate 2012 è stato presidente del Comitato centrale della Fiom. Dall’estate 2011 è tra i promotori ed attivisti di primo piano del comitato “No Debito”.
Nel 2013 diventa tra i primi ad organizzare la rete anticapitalista nazionale “Ross@” insieme a Nazareno Festuccia e altri. Il 2 dicembre 2013 presenta come primo firmatario il Documento II “Il sindacato è un’altra cosa – rivendicAZIONI per una CGIL indipendente, democratica, che lotta”, in antitesi al Documento I (prima firmataria Camusso, documento proposto da tutta la segreteria nazionale eccettuato Cremaschi) “Il lavoro decide il futuro”. Entrambi i documenti andranno a votazione tra gli iscritti CGIL il 6, 7, 8 maggio 2014 in occasione del XVII Congresso CGIL. Per l’editore Fuoripista ha recentemente pubblicato il saggio “Lavoratori come farfalle”.