MONICA MARIA SEKSICH: L’ULTIMA TENTAZIONE DI ME

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Combatto ogni giorno. Contro la banca, contro i debiti, contro la disperazione. Contro un sistema che lo so, vuole sopprimermi, vuole il mio annientamento, la mia umiliazione, il mio asservimento fino a ottenere la più totale cieca obbedienza oppure una liberatoria morte per auto eliminazione.

Resisto e mi ostino a rimanere dentro questa sterile follia, dentro questo sistema autodistruttivo per mia figlia. So già che soffrirà e che non avrà futuro, a meno di piegarsi alla schiavitù e a vendersi per poco o nulla, uccidendo il proprio cuore, la propria sensibilità e le proprie idee. 
So anche che un gesto estremo non cambierebbe di una virgola il sistema, farebbe solo del male alla mia bimba.

Sarei presto dimenticata nella fossa comune mediatica. Mai come in questo momento le virtù cristiane sono assoluta lettera morta:

Fede?

In cosa, spiegatemi.

In un prossimo totalmente preso dai propri traguardi e che è diventato incapace di rapporto umano e collettivo?

In un ente che non ha la minima idea di cosa voglia dire non avere diritto all’acqua, luce, gas?

Carità?

In un paese dove un disabile è “un debito” e il barbone “ha scelto di finire per strada”?

E la speranza?

Come può esserci la luce della speranza nel buio della disperazione?

Non c’è più futuro, non più sogni.

Un presente continuo, fino alla morte, in cui dibattersi come insetti rovesciati, in cui vedo le iniziative interrompersi per ambizione individuale, egoprotagonismo  baruffe e dispetti, in cui tutti pensano “tutti morranno tranne me perché sono Più Bravo.”

Competizione al posto della compassione.
Ecco il significato del termine “diavolo”: dia-balléin, colui che divide. 
Ogni volta che si uccide la cooperazione per ambizione personale, si serve il Demonio, spesso convinti anche di essere fra i buoni. 
Lo stroncare iniziative volte alla cooperazione è demoniaco, oltreché miope e immaturo.
 Un immenso globo di squallidi egoisti non ha neppure 20 anni di aspettativa di vita davanti.

Ringrazio ironicamente coloro che frenano buone pratiche per la nostra sofferenza e tutta la sofferenza che porteranno a quelli, figli loro compresi, che verranno dopo di noi.

Alla fu Italia questo epitaffio: Era il momento dell’azione, e si persero in chiacchiere.

MMS