Elena Terrin
nella «Quarta Dimensione» dell’Universo Illustrato
Articolo di Mario Verger – Regista e Storico del Cinema di Animazione
«Elena Terrin, asciuga ciò che ha bagnato. Perché nel disordine post diluvio cosmico dell’arte, ogni tanto è necessario lavare i panni puliti, “sterilizzarli”. Perché sono stati contaminati da linguaggi e suggestioni apparentemente incompatibili. Il risultato è tutt’altro che sterile: una sindone feconda e fecondata, in quanto non è sacra ma visceralmente, inevitabilmente, botanicamente, caricaturalmente pagana.»
Andrea G. Pinketts
C’era una volta…Elena Terrin
C’era una volta, come in una favola moderna del Novecento, una piccola «anima»: il suo nome di battesimo, dal greco antico (Ἑλένη) Heléne, significa ‘splendente’, ‘scintillante’, ‘fiaccola luminosa’; o Hélenos, ‘splendore del sole’ o ‘raggio di sole’.
Elena nacque nel 1974 a Dolo (Venezia), ma la famiglia era originaria di Mira, sulla riviera del Brenta. La sua è una famiglia tradizionale, un fratellino più grande del 1969, Andrea, sempre in compagnia di Elena, la quale disegnava fin da bambina. Il padre, un artigiano specializzato nella lavorazione delle lamiere metalliche, lavorava come lattoniere girando negli anni per tutto l’entourage veneto, realizzando tetti e rifiniture di chiese, soprattutto a Venezia, nell’arsenale, in giro per i vari sestieri adiacenti Piazza S. Marco, anche ai giardini vicino S. Elena, fino al Lido, compresa la struttura della Biennale di Venezia.
A 6 mesi Elena ebbe un enfisema polmonare e venne ricoverata a Verona; e ancora a 3 anni fino ai 5 anni, quando fu portata alle Tre Cime di Lavaredo a Misurina, sulle Dolomiti, nella Casa di Cura S. Pio X, l’ex residenza della Regina Margherita di Savoia poi divenuto Istituto per bimbi asmatici, dal cui sanatorio la piccola Elena, avendovi fatto anche l’asilo, venne dimessa dopo ben due anni e mezzo per iniziare la primina…
«…facevo l’asilo ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, Misurina …dentro a quell’edificio …ex dimora della Regina Margherita di Savoia… diventata poi casa di cura per bambini asmatici… ci ho passato due anni…mi sentivo Heidi… il primo distacco dai miei…», raccontava da grande ai suoi amici Elena Terrin.
Al S. Pio X, con le suore la piccola Elena fece anche la scuola materna e in quel periodo temeva che la sua mamma l’avesse abbandonata, anche se la veniva spesso a trovare col fratellino più grande, sentendosi simile alla piccola pastorella svizzera Heidi del romanzo di Johanna Spyri, che all’epoca spopolava in TV.
I valori tradizionali della famiglia e l’impostazione cattolica per i Terrin erano molto importanti, specie per la mamma di Elena che l’accompagnava tutte le domeniche in Chiesa a pregare il “Signore Gesù”.
«My Way of Xmas»: il Natale della “piccola” Elena
Quest’illustrazione di Elena Terrin, nella quale si ritrae a 4 anni con la torta e le candeline davanti all’albero di Natale, realizzata per una Mostra organizzata dalla Fondazione Fossati e promossa a Monza da Luigi Bona, è emblematica: essa la ritrae da piccola al suo 4° compleanno (nel fondo blu vi è scritto a destra in alto: “Wednesday, December 27 th, 1978”), quando commentò «My Way of Xmas» (“Il mio modo di vivere il Natale”), visti i litigi che spesso accadevano in famiglia, “sola” innanzi alla luce della candelina e di sfondo l’albero coi festosi addobbi natalizi; l’illustrazione è in realtà intitolata: Christmas comes first, …then my birthday (Prima viene il Natale, …poi il mio compleanno), un modo affettuoso per indicare nel Natale un evento più grande e sentito a cui segue il compleanno in un’atmosfera di festività natalizia prolungata e gioiosa.

