PARTENZA, VIAGGIO, ARRIVO

Sto notando sempre più di frequente una certa tendenza a considerare un qualsiasi percorso spirituale come un qualcosa senza una reale partenza e senza una meta concreta da raggiungere, considerato come se fosse una continua ricerca di informazioni ed esperienze all’infinito, senza che ci sia mai un vero e proprio arrivo. Bene, questo tipo di considerazioni sono si vere, ma solo in parte, perchè si tratta di fatto di una falsa credenza dovuta ad una errata interpretazione di un concetto filosofico ben preciso.

“Il Viaggio è più importante della Meta!”

Questa frase pronunciata da Gotama Siddharta, ma condivisa e divulgata da diverse scuole spirituali, sia orientali che occidentali, è stata evidentemente fraintesa, e di conseguenza sembra come se ci si fosse allontanati dal suo valore originale, cioè quello dove si nascondeva il suo significato più profondo ed il relativo insegnamento.

Quella frase pur enfatizzando il Viaggio, non afferma affatto che non vi sia una meta da raggiungere, anzi cerca di spiegare e far comprendere come raggiungerla. Infatti evidenzia il fatto che essendoci un Viaggio, debba per forza di cose esserci prima di tutto un punto di partenza relativo all’inizio di quel viaggio stesso, quindi ci dice che il Viaggio è più importante della Meta, perchè è proprio grazie alle Esperienze acquisite tramite il Viaggio che possiamo raggiungere una Meta, che di conseguenza cambierà in base al Viaggio intrapreso, o meglio alla strada che avremmo deciso di percorrere in relazione alle nostre stesse esperienze vissute, e questa potrebbe anche condurci ad una Meta non Esatta, o addirittura portarci da nessuna parte. Ecco perchè il Viaggio è più importante della Meta, perchè è proprio in base alle esperienze relative al Viaggio intrapreso, che possiamo capire quale sia la Strada Giusta per raggiungere la Meta Esatta, ovvero l’Illuminazione.

Come ogni scuola spirituale ci insegna tramite il concetto che nel Buddhismo viene definito come Bodhisattva, il raggiungimento di una meta spirituale esatta, cioè l’Illuminazione, non dovrebbe mai coincidere come un sedersi comodamente sugli allori del Nirvana, ma bensì, corrispondere ad un insegnare agli altri che ancora non hanno raggiunto quella Meta, il metodo esatto su come raggiungere l’Illuminazione, processo che prevede un continuare ad evolversi verso la perfezione. Perchè questo si realizzi è necessario, come è facile intuire, che anche il Bodhisattva continui a fare esperienze ed a compiere ulteriori cammini verso una conoscenza sempre più completa ed evoluta.

Possiamo quindi comprendere come la frase del Buddha Sakyamuni, non stia affatto ad indicare che non vi sia nessuna Partenza e nessuna Meta da raggiungere, ma che questi due elementi siano sinergici e sincronici tra loro, e che una volta raggiunta la Meta, consci della consapevolezza appresa, si debba comunque andare avanti senza mai fermarsi. Gesù Cristo, per fare un esempio lampante, dopo aver effettuato il Battesimo, da adulto, non smise mai di percorrere la sua strada ed insegnare lungo il cammino.

( Mike Dalex Mozod )

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *