IL CIELO SFIDÒ LA TERRA

Mi sono sempre chiesto come mai tante “Divinità Maschili” venivano spesso descritte come iraconde, scorbutiche, permalose e molte volte irragionevoli ed in alcuni casi persino lussuriose, ma nonostante questo erano ritenute delle figure sagge ed eroiche, valorosi maestri di amore, purezza e moralità, insomma, dei controsensi mica da niente. 

Credo che per comprendere queste “Contraddizioni Divine” sia necessario lavorare e riflettere su più livelli, infatti oltre alla questione legata al sentirsi amati, perché i loro fedeli non potevano certo sentirsi amati da delle Divinità che trattavano i propri seguaci come se fossero delle cavie su cui fare degli esperimenti e capri espiatori su cui sfogare la propria rabbia, oltre che trattarli come se fossero delle pedine viventi a cui dare degli ordini, spesso illogici e senza senso con cui mettere alla prova la loro fedeltà. Vi sarebbe anche il lato relativo ai punti di riferimento. Immaginiamo come possa essersi sentito e che tipo di pensieri possa aver elaborato, con i conseguenti modi di fare le cose, un “Fedele” dell’epoca che si ritrovava a dover avere come punto di riferimento delle Divinità di questo tipo, descritte e mostrate con dei comportamenti e delle reazioni così iraconde e presuntuose e crescere sentendosi dire e ripetere all’infinito che “Siamo fatti a sua immagine e somiglianza”. Non è difficile poter pensare che il sentimento di Odio Dilagante e l’Egoismo Imperante entrambi vissuti come se fossero dei valori ideologici, sia anche, o forse soprattutto, pure dovuto al riflettersi e confrontarsi con questo tipo di meccanica “Divina”: «Se lo fa Dio, allora non deve essere sbagliato»; un fenomeno di imitazione istintiva e ormai radicata negli anni, anzi nei secoli, che in alcuni, molti, troppi, frangenti è ancora parecchio presente e in determinati casi, i più diffusi e frequenti, persino oggi, nei tempi moderni, troppo difficile da sradicare.

Difficile sì, ma, non impossibile.

Molte volte riflettendoci sopra mi è venuta in mente una mia personalissima idea, vorrei quindi cogliere questa occasione per esporla: Considerando il fatto che forse prima dello “Zoroastrismo” la formazione sociale più diffusa era quella di stampo “Matriarcale”, con tutti i relativi culti e rituali, sia Spirituali che Politici, legati alla Dea Madre e per questo era appunto la Donna la figura sociale centrale. Poi, all’improvviso quando ha iniziato a prendere piede il Patriarcato, molti “Potenti” Maschi del periodo, ed in parte anche dei periodi successivi, temendo il ritorno alle origini matriarcali, hanno incominciato a denigrare la figura Femminile e diffondere l’idea che la Donna fosse solo Moglie e Schiava, come per coprire la verità del passato e cercare di evitare alla Mentalità e la Spiritualità al Femminile Sacro un suo ritorno al potere, quindi è come se si sia innescato il meccanismo in cui la Donna era temuta dal Maschio come se venisse identificata come una ipotetica minaccia da tenere buona e ferma, in modo da non farla liberare e quindi rischiare che potesse spodestare il nuovo potere maschile. L’unico modo che avevano gli Uomini Di Potere dell’epoca per smorzare una ipotetica rinascita, è stato proprio il denigrarne il valore e l’identità, rendendo la Donna schiava e moglie, in modo da poterne controllare i movimenti. Ecco forse il perché di tutti quei testi, e racconti, sia mitologici che religiosi, dove i maschi sono Forti Guerrieri, Potenti Divinità, Saggi Eroi, ed il ruolo della Donna miseramente ed artificiosamente relegato a quello di serva o principessa in attesa di essere protetta e salvata, come per instillare l’idea che fosse una creatura debole ed incapace sia di ragionare che di difendersi. Ovviamente, ripeto, questa è solo una mia ipotesi, ma credo che possa davvero avere un fondo di verità.

Dall’Odio all’Amore.

Spesso può capitare che la nostra crescita interiore e la conseguente evoluzione spirituale corrispondano ad una sorta di cammino, che parte da un odio confusionale, ma che se consapevolizzato e ben compreso, può trasformarsi in Amore, sia ricevuto che donato. Certo, il cammino è diverso per ognuno di noi, su questo non vi è alcun dubbio, ma considerando l’Amore come una meta da raggiungere, allora tutto diventa diverso. A quel punto non ci soffermiamo più su quanto odio riceviamo o abbiamo ricevuto e su quanta sofferenza proviamo o abbiamo provato, ma ci impegniamo per raggiungere quella Meta d’Amore. Una volta raggiunta la nostra Meta D’Amore, tutto diventa chiaro e lucido, di conseguenza il passato rappresenterebbe solo ed esclusivamente un periodo da osservare per non ricommettere gli stessi errori di valutazione, vivendo quindi il presente con molta più consapevolezza, facendo magari in modo che quegli errori non si ripetano anche in futuro.

 

( Mike Dalex Mozod )

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